Musicoterapia/laboratori musicali rivolti a soggetti diversamente abili

Per musicoterapia si può intendere “un processo sistematico di intervento ove il terapeuta aiuta il paziente a migliorare, mantenere o recuperare uno stato di benessere utilizzando delle esperienze musicali e le relazioni che si sviluppano per mezzo di esse come forze dinamiche di cambiamento” (Kenneth Bruscia, Definire la Musicoterapia, p.47). La comunicazione nel linguaggio musicale permette un’elevata possibilità di “sintonizzazione” con la persona e grazie a questa è possibile rilanciare le potenzialità e le capacità espressive attivando gli ambiti cognitivo, motorio, affettivo, promuovendo un processo di crescita e trasformazione. La proposta è rivolta sia a soggetti che presentano situazioni patologiche gravi, sia a coloro che rivelano principalmente disagi di tipo sociale, di emarginazione, di poca autonomia, e difficile integrazione scolastica. L’idea di portare la musicoterapia nella Scuola di Musica offre notevoli opportunità:

  • Costruire in musica quanto gli utenti comunicano con i loro comportamenti, affinché possano rispecchiarsi, compiacersi e trovare motivazioni per sviluppare la prospettiva relazionale

  • Rispondere ai bisogni di crescita sviluppando un dialogo musicale

  • Far esprimere sensazioni, emozioni, bisogni, desideri, stati d’animo

  • Scoprire nuovi canali comunicativi attraverso i quali interagire con gli altri

  • Lavorare insieme: interiorizzare modalità che si attuano nella relazione con gli altri, sentirsi gruppo

  • Promuovere una presa di coscienza del proprio corpo e della sua relazione con l’ambiente

  • Offrire opportunità di rilassamento e di distensione; favorire una riduzione di ipertonicità

  • Favorire crescita personale, autostima, fiducia e consapevolezza di sé

  • Promuovere uno sviluppo di capacità musicali relative alla propria identità e peculiarità espressiva

  • Superare difficoltà riscontrate in apprendimento di regole, lavoro cognitivo, coordinazione motoria

  • Facilitare il reinserimento sociale

Metodologia e strumenti

Il concetto di musica proposto è lontano dai limiti imposti dalle tradizionali grammatiche musicali. Ogni fenomeno sonoro può essere musica e quindi utile per entrare in risonanza col soggetto e sviluppare un processo terapeutico. È possibile usare una sinfonia di Beethoven come l’effetto acustico prodotto dalla percussione di un oggetto qualsiasi, è possibile spaziare per ogni territorio del fare musica: ascolto, uso di strumenti, canto e danza. Il terapista, utilizzerà strumenti di immediata comprensibilità come ad esempio le percussioni, con le quali i partecipanti saranno coinvolti in una sorta di dialogo sonoro regolato dalle leggi della comunicazione, ma con modalità assai diverse da quella verbale. Molto spazio sarà dato alla pratica dell’improvvisazione intesa come produzione musicale non soggetta a schemi prefigurati. Gli incontri si svolgeranno in un aula predisposta nella quale l’allievo troverà a disposizione gli strumenti ritenuti idonei dal terapeuta. L’allestimento di un contesto fisso, riconoscibile e adeguato è parte stessa di questo tipo di lavoro.

Strutturazione

Incontri individuali della durata di 45 minuti e/o incontri in piccoli gruppi della durata di 60 minuti. La cadenza e la durata di un ciclo di incontri devono essere determinate in sede di programmazione la quale sarà elaborata secondo un concetto di continuità. Si cercherà inoltre di collaborare con la scuola pubblica o con altri ambienti che l’allievo frequenta. Laddove richiesto sarà possibile frequentare il laboratorio a gruppi già costituiti.